In questo periodo di pandemia abbiamo imparato varie lezioni sull’uso della tecnologia. Per comodità qui ve le riassumo con le prime quattro lettere dell’alfabeto.

Foto di Mckaela Taylor da Unsplash

A come adattamento. Ce n’è voluto parecchio in questi mesi. Ci siamo adattati a fare molte cose in modo diverso, imparando a usare mezzi con cui magari prima avevamo un rapporto tutt’altro che idilliaco. Oggi ormai Zoom, Skype, Teams o Google Classroom sono ben più che semplici nomi di software. Per parecchi di noi hanno spesso rappresentato l’unico modo per rimanere in contatto con il mondo esterno. Ora siamo forse più predisposti per adattarci anche alla realtà online in cui i nostri figli passano gran parte del loro tempo e a trovare qualche spunto in più di dialogo con loro…


Un’analisi sul mercato più florido del Web, cresciuto senza ostacoli e senza regole fin dalla nascita di Internet. Ma oggi l’accesso precoce alla pornografia si sta pericolosamente diffondendo. E occorre che gli operatori si prendano le proprie responsabilità

Immagine di Shane Uchi da Unsplash

Il connubio Internet-pornografia si può dire abbia caratterizzato la storia della Rete fin dalle sue origini. Già dai primi, scarni, messaggi email di solo testo, grazie all’utilizzo dei caratteri Ascii (l’insieme di tutti i segni disponibili sulla tastiera, secondo un codice messo a punto negli anni Sessanta), si componevano immagini con chiare allusioni erotiche. Lo sviluppo tecnologico e la diffusione di Internet presso il grande pubblico, con l’avvento del Web, la diffusione della banda larga e la sempre più ampia circolazione in Rete di immagini e video, hanno poi ulteriormente favorito la produzione e la fruizione di pornografia. In seguito…


Ripercorriamo le principali strategie per non lasciarci ingannare e soprattutto per non diventare a nostra volta diffusori di fake news

Immagine di Markus Winkler da Unsplash

Come riconoscere un’informazione falsa online? Forse crediamo di saperlo già molto bene, o forse invece abbiamo rinunciato a provarci, scoraggiati dalla quantità crescente di falsità e teorie del complotto che intasano il Web e che in questi tempi di pandemia sembrano moltiplicarsi a dismisura. In entrambi i casi val la pena riprendere in mano quelle strategie che ci consentono di aggirarci per la Rete con qualche garanzia in più di non imbatterci in palesi manipolazioni e soprattutto di non diventare noi a nostra volta diffusori di falsità.

Lo scenario in cui ci troviamo obiettivamente non è facile. E’ vero che…


Se avete provato a spiegare ai vostri figli i possibili rischi dell’uso dei social media, difficilmente vi avranno preso sul serio. Ma se a farlo sono gli ingegneri più “smart” della Silicon Valley è probabile che l’effetto sia molto diverso. Per questo il nuovo film di Netflix è da vedere: in famiglia, in classe, con gli amici…

Gettare luce sul lato oscuro dei social media, invitare alla consapevolezza e a un uso più critico della tecnologia. E’ lo scopo dichiarato di “The social dilemma”, documentario disponibile da poco su Netflix, realizzato dal regista Jeff Orlowski in collaborazione il Center for Humane technology, attivo nello studio dei meccanismi che creano dipendenza e rendono in generale problematico l’uso di Internet e dei social media.

Il film raccoglie le esperienze di un gruppo di ex dipendenti di colossi high tech come Facebook, Google e Twitter, per citare i più noti, che hanno lasciato le proprie aziende preoccupati per la deriva…


Foto di Diego Passadori, Unsplash

Certe volte mi sembra di esagerare con la questione dell’età per lo smartphone. Se dici che bisogna aspettare 13 anni per averlo e per accedere ai social media (come peraltro indicato dagli stessi servizi, che in Europa, per dirla tutta, richiederebbero un’età minima di 14 anni, necessaria per dare il proprio consenso al trattamento dei dati) in molti ti guardano increduli. I genitori sono preoccupati per l’uso scorretto che gli adolescenti fanno del cellulare, ma quando si tratta di porre almeno un limite all’età di accesso non sono in grado di passare all’azione. …


I racconti televisivi promuovono e diffondono valori e modelli di comportamento. E’ importante che i genitori li conoscano.

Il 31 marzo 2017 va in onda su Netflix la prima stagione della serie Tredici. È subito un grande successo tra gli adolescenti, soprattutto nella fascia dagli 11 ai 13 anni, che si appassionano alla vicenda disperata di Hannah Baker, liceale morta suicida, a seguito di numerosi episodi d’incomprensione e di atti di vero e proprio bullismo. …


Secondo Chris Anderson, ex direttore del mensile Wired, la tecnologia va usata con moderazione. E Jaron Lanier, il padre della realtà virtuale, ci spiega perché.

Photo by Yura Fresh on Unsplash

Niente telefono fino ai quattordici anni. Nessuno schermo in camera da letto. Tempi contingentati per il collegamento wi-fi. Assolutamente mai cellulari a tavola. Nessun social media prima dei tredici anni. Si snocciolano così, una dopo l’altra, fino ad arrivare a 12, le regole per il buon uso dello smartphone in casa di Chris Anderson, padre di cinque figli tra i 10 e i 21 anni, a lungo direttore del mensile Wired — bibbia dell’elite digitale americana — e fondatore di svariate aziende produttrici di droni, oltre che personaggio di spicco del movimento dei makers, produttori di tecnologie fai da te…


Rete di persone, non di macchine e tantomeno di merci. Così era stata concepita Internet ai suoi albori. Oggi Papa Francesco ci chiede di ritornare a quello spirito originario. Per salvare la Rete. E la nostra società.

Chi ha progettato Internet — nei lontani anni 60 — pensava certamente a una rete assolutamente nuova dal punto di vista tecnologico (per la prima volta potevano “parlarsi” computer di diversi produttori e basati su software incompatibili fra loro), ma aveva anche ben chiaro l’impatto che la Rete avrebbe avuto nel migliorare la comunicazione tra le persone. I collegamenti fra le macchine hanno favorito ben presto il crearsi di gruppi (i forum online) che condividevano interessi, opinioni, problemi, e che potevano anche trovarsi ai due estremi opposti del mondo. Erano le “comunità virtuali”, per usare la fortunata definizione del giornalista…


A colloquio con Padre Jonah Lynch, che ci spiega come e perché occorre difendere alcuni spazi e tempi dall’irrompere della tecnologia

Ti dà appuntamento davanti alla chiesa di San Babila, in pieno centro a Milano. Butti dentro un occhio e lo vedi che sta celebrando la Messa; quando esce, in lieve ritardo, ti chiede di aspettare ancora un poco perché c’è una persona che si deve confessare e non vorrebbe farla attendere. Basterebbe questo a chiarire cos’è davvero importante per Jonah Lynch, 35 anni, sacerdote americano per anni trapiantato a Roma, ha alle spalle studi in astrofisica, materia in cui si è laureato a Montreal, in filosofia e teologia, all’Università Lateranense, e in pedagogia alla George Washington…


“Continuamente divorati dalla sensazione di aver avuto e perso qualcosa di infinito”. David Foster Wallace come esperienza religiosa.

garassini

Freelance journalist (Domus). University Teacher (Digital Culture). Founder (Virtual magazine). Mother (3 daughters).

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